La salute è individuale
La medicina genere specifica è una dimensione trasversale a tutte le discipline mediche che studia come le malattie differiscono tra i generi non solo in termini di sintomatologia ma anche di terapia, prognosi, impatto psicologico e sociale. Sesso e genere influenzano il percorso diagnostico e terapeutico di molte malattie.
Conoscere le differenze di genere contribuisce a tutelare specificamente la salute di uomini, donne e persone transgender garantendo una maggiore appropriatezza e personalizzazione delle cure. Per le stesse patologie, le donne possono presentare rispetto agli uomini segni e sintomi diversi o diverse localizzazioni (tumore del colon o melanomi).
Gli uomini vivono meno ma le donne si ammalano di più, assumono più farmaci e hanno una qualità di vita peggiore. Per questo gli anni di vita in buona salute tra i generi sono paragonabili. Gli uomini tendono ad avere uno stile di vita meno sano (alimentazione poco equilibrata, sedentarietà, maggiore propensione al fumo e all’abuso di alcolici) e a ritardare il ricorso al medico.
Malattie cardiovascolari
Non solo il personale medico e sanitario deve conoscere meglio le differenze tra uomini e donne in caso di infarto. Le donne spesso si sbagliano: ritengono che, per le donne, il cancro sia la causa di morte più frequente, invece sono le malattie cardiovascolari! Poiché i sintomi negli uomini sono noti da tempo, l'infarto viene preso sul serio prima – non di rado anche in ambito medico!
Gli uomini, colpiti in età più giovane rispetto alle donne, hanno spesso una persona in casa che si prende cura di loro e che può chiamare i soccorsi. Le donne, che spesso vivono sole in età avanzata, tendono a sottovalutare i propri sintomi e a ritardare l’attivazione dei soccorsi. L’infarto del miocardio e l’ictus costituiscono la principale causa di mortalità delle donne. Il rischio cardiovascolare della donna aumenta dopo la menopausa superando quello dell’uomo in età avanzata. Dopo un ictus, le donne hanno una minore capacità di recupero e una maggiore mortalità.
I sintomi nelle donne possono essere: difficoltà respiratorie o interruzioni della respirazione, dolori nella parte superiore dell'addome, nausea e vomito, dolori al petto che si irradiano alle braccia, al collo e alle spalle, dolori di stomaco, sensazione di tensione al braccio destro, stanchezza persistente.
I sintomi nell’uomo possono essere: pressione sul petto, bruciore al torace, dolori dietro lo sterno che si irradiano in uno o entrambi i bracci, nella mascella o anche nella nuca, sudore freddo, colorito pallido del viso, difficoltà respiratoria, vertigini.
Depressione
Le donne hanno una maggiore probabilità di sviluppare la depressione ma nell’uomo la depressione si associa ad un rischio maggiore di suicidio.
Nelle donne prevale la sensazione di tristezza senza motivo apparente, ansia o disturbi alimentari, svogliatezza, stanchezza, interruzione dei contatti sociali e isolamento. Le donne cercano più spesso degli uomini aiuto medico e supporto psicologico, mentre gli uomini spesso rifiutano di considerare i sintomi.
Sintomi negli uomini: comportamento irascibile, scatti d'ira, insoddisfazione verso gli altri e verso sé stessi, aumento dell'aggressività e della propensione alla violenza, disturbi fisici come mal di testa, problemi di stomaco o disturbi della potenza sessuale, ossessione per il lavoro, comportamenti rischiosi nello sport o nella guida, comportamenti di dipendenza, spesso aumento del consumo di alcol.
Osteoporosi
L'osteoporosi e le sue complicanze colpiscono entrambi i sessi, ma con età ed incidenza diversi. Quando si parla di osteoporosi, si pensa che sia una malattia che colpisce solo i soggetti di sesso femminile. Effettivamente l'osteoporosi è quattro volte più comune nelle donne rispetto agli uomini; tuttavia, l’impatto sul sesso maschile è tutt’altro che trascurabile: su 5 milioni di persone che soffrono di osteoporosi in Italia, 1 milione sono uomini.
Proprio a causa di questa minore attenzione al problema, la malattia è spesso sotto-diagnosticata negli uomini e frequentemente viene investigata solo quando si è già verificata una frattura. Quando l’uomo ha una frattura di femore tende ad avere più complicazioni e presenta una mortalità maggiore della donna. Agli uomini vengono prescritti un numero esiguo di MOC (mineralometria ossea computerizzata).
Malattie autoimmuni
Il 75% delle persone che soffrono di malattie autoimmuni (ad es. tiroiditi, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide) è donna. Le malattie autoimmuni sono caratterizzate da una disfunzione del sistema immunitario che induce l’organismo ad attaccare i propri tessuti. Le patologie autoimmuni sono croniche, ovvero non guariscono del tutto nel tempo. Sono anche multifattoriali, ossia scatenate dall’azione combinata di diversi fattori, genetici e ambientali.
La genetica, però, non basta a spiegare l’insorgenza delle malattie autoimmuni. Molti studi condotti su coppie di gemelli omozigoti, infatti, dimostrano che, pur avendo queste persone una identica sequenza di DNA, non sempre entrambi si ammalano delle stesse malattie autoimmuni. Alcune malattie autoimmuni reumatologiche e dermatologiche presentano differenze anche significative tra uomini e donne, in termini di prevalenza, sintomi, gravità e risposta alla terapia.
Farmaci
Le donne sono più esposte all’uso di farmaci e possono rispondere in modo diverso ai farmaci rispetto agli uomini sia in termini di efficacia che di maggior rischio di effetti collaterali. Gli ormoni sessuali, infatti, possono alterare l’assorbimento dei farmaci nel sangue. La mobilità gastrica delle donne è più lenta, per questo motivo le donne dovrebbero lasciare passare più tempo tra il consumo di cibo e l’assunzione di quei farmaci che richiedono di essere assunti a stomaco vuoto.
Differenze nella composizione corporea (contenuto di acqua e grasso) alterano la distribuzione di un farmaco nell’organismo. Quando un farmaco viene assunto cronicamente, può depositarsi nei tessuti adiposi e per evitare tossicità nelle donne (che presentano una percentuale di grasso maggiore) il dosaggio dev’essere più basso.
Il farmaco viene metabolizzato prevalentemente nel fegato ma anche a livello di intestino, polmoni, reni e pelle, in modo più veloce negli uomini. L’eliminazione del farmaco avviene prevalentemente a opera dei reni ed è più veloce negli uomini. Per questo potrebbe essere necessario ridurre il dosaggio di alcuni antibiotici nelle donne.
Dolore
Il fatto che gli uomini sopportino il dolore più facilmente delle donne è dovuto principalmente agli ormoni. Il sistema nervoso delle donne e degli uomini è “programmato” in modo diverso. I recettori del dolore, ovvero le fibre nervose che captano gli stimoli dolorosi e li trasmettono al sistema nervoso centrale, sembrano essere più sensibili nelle donne. Le donne attivano il dolore essenzialmente attraverso il sistema limbico, attraverso le emozioni.
Negli uomini, invece, il dolore viene attivato e percepito a livello cognitivo. Da diversi studi emerge che le donne valutano l'intensità del dolore come più elevata, sopportano il dolore per meno tempo e percepiscono come dolorosi anche stimoli meno intensi.
Tuttavia, le donne sono psicologicamente più capaci di affrontarlo, mentre negli uomini il dolore influisce a lungo sull'umore. La memoria del dolore dipende probabilmente dal sesso. Gli uomini ricordano il dolore in modo più intenso e più a lungo. Se fosse così anche per le donne, forse il secondo figlio non verrebbe mai al mondo!
Diabete tipo 2
Gli uomini hanno una probabilità maggiore di due terzi di sviluppare il diabete. Gli uomini diabetici lamentano problemi sessuali circa 10-15 anni prima rispetto ai loro coetanei sani. Se le donne hanno livelli più elevati di ormoni sessuali maschili, il loro rischio di sviluppare il diabete è maggiore.
La donna diabetica ha un maggior rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare. I fattori che causano il diabete nelle donne e negli uomini sono diversi. Gli uomini sviluppano in media la malattia in età più giovane rispetto alle donne e anche con un peso leggermente superiore. Il sovrappeso incide sullo sviluppo della malattia: gli uomini sono tendenzialmente hanno più spesso un peso corporeo eccessivo rispetto alle donne.
La distribuzione del grasso corporeo varia tra uomini e donne: su di lui più spesso sulla pancia, su di lei più spesso sui fianchi e sulle cosce. Fasi di sanguinamento più intense e maggiori disturbi mestruali possono essere sintomi del diabete. È stato dimostrato un legame tra malattie della tiroide e diabete, più frequente nelle donne.
Malattie neurogenerative
Due terzi degli anziani con demenza sono donne. Il rischio delle donne di ammalarsi di Alzheimer nel corso della vita è quasi doppio rispetto a quello degli uomini. Mentre malattie neurodegenerative come la malattia di Parkinson colpiscono prevalentemente gli uomini.
Nelle donne, l’impatto dell’emicrania è più accentuato rispetto a quanto osservato negli uomini. Tale patologia coinvolge non solo gli aspetti fisici, ma anche quelli emozionali, cognitivi, comportamentali e relazionali, nuocendo alla qualità di vita e impoverendo le relazioni affettive e sociali. Le donne con emicrania si scontrano con una qualità di vita peggiore rispetto agli uomini che soffrono della stessa patologia. Per dolore o malessere causato dall’emicrania, le donne, rispetto agli uomini, perdono un numero maggiore di giornate lavorative, di giornate di attività sociale e di cura della famiglia, oltre a recarsi più spesso al lavoro in condizioni di malessere.
Tumori
Le malattie oncologiche colpiscono donne e uomini con frequenza diversa. Spesso anche le stesse malattie devono essere trattate in modo diverso. Studi epidemiologici hanno evidenziato significative differenze di genere nell’incidenza, nell’aggressività, nella progressione, nella prognosi e nella risposta alla terapia in molte tipologie di tumori comuni ai due sessi. Il tumore della tiroide colpisce le donne 2,5 volte di più. La sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi è leggermente migliore nelle donne rispetto agli uomini. Il tumore del colon retto colpisce gli uomini 1,2 volte in più.
Nelle donne il tumore si sviluppa più frequentemente nel lato destro del colon (negli uomini più spesso nella parte sinistra) in una forma più aggressiva. Il cancro al seno, che tra l'altro è il tumore più comune tra le donne, colpisce anche gli uomini. Si tratta di circa l'1% di tutti i casi di cancro. La maggior parte dei tumori si sviluppa principalmente a causa di fattori ambientali e legati allo stile di vita come fumo, alcol, obesità e alimentazione o elevati livelli di stress.
Anche i geni e gli ormoni giocano un ruolo importante nel decorso della malattia. Dato il crescente numero di donne fumatrici sempre più donne si ammalano di cancro ai polmoni. Il cancro all'intestino o ai polmoni uccide più uomini che donne. Le donne, soprattutto prima della menopausa e grazie al loro sistema immunitario più forte, affrontano meglio le malattie tumorali.
La salute delle persone LGBTQIA+
Le persone LGBTQIA+ incontrano numerosi ostacoli nell’accesso all'assistenza sanitaria e a risorse considerate determinanti nel settore sanitario come l'istruzione, l'occupazione, l'alloggio con effetti negativi sulla salute mentale (es. aumentato rischio per ansia, depressione, ideazione suicidaria, etc) e fisica (es. aumentato rischio per malattie infettive e malattie croniche non trasmissibili, etc).
La salute delle persone LGBTQAI+ è influenzata da discriminazione e difficoltà nell'accesso alle cure, portando a sfide di salute mentali e fisiche. Questa fascia di popolazione soffre maggiormente di ansia e depressione, riportando un rischio di suicidio e ideazione suicidaria più elevato rispetto alla popolazione generale. Il tasso di depressione è fino a dieci volte più alto rispetto alla popolazione generale. Questo rischio è spesso attribuibile all'isolamento sociale, alla discriminazione e alle esperienze di rifiuto familiare o bullismo.
Per questa fascia di popolazione vengono effettuati pochi screening oncologici. I disturbi alimentari come la bulimia e l'anoressia sono più diffusi, spesso correlati a problemi legati all'immagine corporea e allo stress psicologico.
Ultimo aggiornamento: 14/11/2025